Dedicato a lei.

3 05 2010

Roma sa esserti specchio severo.
E allora, ci sono giorni in cui ti guarda con indifferenza, si lascia passeggiare come una donna sorpresa da una carezza accettata e non voluta che si ritrae perché lei non ti appartiene. Perché lei non si fa prendere, quando non vuole.
Dovete convivere, lei lo sa, e proprio come una bambina ti fa i dispetti a dirti che è lei che conduce il ballo.
Sono quei giorni in cui camminando sul marciapiede un motorino con troppa fretta ti inzuppa i vestiti; o quando resti sul binario della metro aspettando il tuo treno, troppo fragile e distaccata per lottare; o cerchi nei passanti un segno di complicità ma scorgi solo uno sguardo opaco di emozioni.
E nessuno ti vede.

E ti senti sola mentre cerchi un abbraccio dalla tua città.

Poi ci sono i giorni in cui la città ti è amica: ti abbraccia con calore mentre si apre a te con complicità innocente e, timidamente piena di passione, ti svela un segreto mentre cammini veloce perché lei, prima donna, cerca il tuo sguardo e sa meravigliarti.
Questo era un giorno così …

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