Dedicato a lei.

3 05 2010

Roma sa esserti specchio severo.
E allora, ci sono giorni in cui ti guarda con indifferenza, si lascia passeggiare come una donna sorpresa da una carezza accettata e non voluta che si ritrae perché lei non ti appartiene. Perché lei non si fa prendere, quando non vuole.
Dovete convivere, lei lo sa, e proprio come una bambina ti fa i dispetti a dirti che è lei che conduce il ballo.
Sono quei giorni in cui camminando sul marciapiede un motorino con troppa fretta ti inzuppa i vestiti; o quando resti sul binario della metro aspettando il tuo treno, troppo fragile e distaccata per lottare; o cerchi nei passanti un segno di complicità ma scorgi solo uno sguardo opaco di emozioni.
E nessuno ti vede.

E ti senti sola mentre cerchi un abbraccio dalla tua città.

Poi ci sono i giorni in cui la città ti è amica: ti abbraccia con calore mentre si apre a te con complicità innocente e, timidamente piena di passione, ti svela un segreto mentre cammini veloce perché lei, prima donna, cerca il tuo sguardo e sa meravigliarti.
Questo era un giorno così …

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Treni

10 03 2010

Treno Roma-Milano.
Freccia Rossa, prima classe.
Accento del Nord che riempie l’aria.
Completi gessati, scarpe scomode, palmari, bluetooth, pc portatili, 24 ore abituate a non essere riposte se non nel weekend.
Apro il mio libro, gesto fuori moda, leggo:

“Ci sono molti tipi di rabbia” disse. “Solo che alcuni sono più utili di altri”.
Dietro di noi sbatté lo sportello di un armadietto.Cercai di non parlare troppo forte, perché a parte me non la vedeva nessuno.
“Io non sono arrabbiata”, bisbigliai.
“Dire che non sei arrabbiata è un tipo di rabbia”, disse “non serve proprio a niente, però”.

Capitolo 1, pagina 1, riga 12, una verità.

Alzo gli occhi e guardo attraverso il vetro, graffiato di pioggia che corre.
Anche oggi. Quest’inverno sembra, davvero, volerci annegare nella pioggia senza tregua.
Il treno sta uscendo dalla stazione, il momento che preferisco del viaggio, forse perché è tutto ancora da scrivere.
Forse perché quando parti, in un minuto ti immergi nella città, scoprendo angoli che non sapevi, per poi perderla subito, lasciando dietro le spalle contrasti e assurdità.
Forse perché in quel momento senti che ti stai muovendo mentre gli altri, sulla banchina, restano indietro nella loro immobilità.
Forse solo perché è un inizio.

Sono su un treno, un altro.
Sul sedile sconquassato di un Eurostar che corre verso Venezia. È un viaggio assurdo come noi che ci baciamo da adolescenti, senza riuscire a fermarci, senza il peso degli sguardi. E pioveva anche quel giorno; di gocce fine d’inizio estate, che lavano via l’inverno dalla pelle.





Passeggiata per Roma #3

10 01 2010





Strisce pedonali

9 01 2010

Le strisce pedonali a Roma hanno l’unico scopo di fungere da arredo urbano.
Molto trendy, però: quest’anno le righe si portano!





Passeggiata per Roma#2

5 01 2010

Roma strega, stupisce, incanta.
Piena di contrasti.
Nel traffico trovare un angolo di relax.
Lasciare il mondo, per un attimo, e chiudersi in un angolo fuori dal tempo.





Passeggiata per Roma

2 01 2010

Nonostante il caos-da-saldi, riscoprire il sapore di una Roma nascosta e segreta agli sguardi di chi non la vede davvero.
Basta solo girare l’angolo.