Weekend mood

11 06 2010




Prima di somministrare, leggere attentamente il foglietto illustrativo.

19 05 2010

ATTENZIONE! Il presente antidoto-all’umore-sotto-la-suola-delle-scarpe potrebbe dar luogo ad alcuni effetti collaterali, quali: allegria, buonumore, perdita momentanea di memoria riguardo ai motivi dell’umore sotto la suola delle scarpe, improvvisa voglia di uscire per dare una svolta positiva alla giornata!





E boh.

27 02 2010

Ci sono volte che perfino io rimango senza parole. E questa è una di quelle.
Allora qualcuno dice quello che vorresti dire tu.
Ma lo dice molto meglio di te.
Ma lo dice diversamente.
E vorresti dirlo tu meglio ma non ci riesci perché tutto è troppo; troppo più grande di te; troppo difficile per te; troppo intricato perché per essere compreso.
Ed anche se lo capissi sarebbe troppo confuso per metterlo in parole.
Allora ti affidi a qualcun altro che sa farlo meglio di te, perché nonostante tutti dicano che l’ultima parola è sempre la tua, questa volta ti hanno lasciata senza parole.
O solo perché non hai capito cosa: cosa succede, cosa vuole dirle, cosa le nasconde, cosa passa in quella testa di cui ancora senti l’odore.
E sai che tutto questo è ancora dolore e sai anche che è sbagliato e non sai quando verrà la pace ma vorresti solo che fosse subito, perché l’hai pagata abbastanza quella cena a san Lorenzo; e quella musica che ti scorre sulla pelle come un brivido di qualcosa di nuovo.
Ed è passato tanto tempo ma lo senti ancora lì, al centro della schiena, che ti entra dentro destinato a restare a lungo, con la promessa di un tempo più lungo, con la fiducia in un tempo migliore.
Ed ho troppo da dire e quindi non riesco a dire nulla -anche se è illogico, lo so-.





Monday mood.

22 02 2010

The world is a vampire, sent to drain
Secret destroyers, hold you up to the flames
And what do I get, for my pain?
Betrayed desires, and a piece of the game
[]
Despite all my rage I am still just a rat in a cage
Then someone will say what is lost can never be saved





Volando voli sbagliati.

12 02 2010

Ok … e quando? Quando dovrei venire?
Ieri.
dialogo in
Le parole che non ti ho detto

Ieri.
È un piccolo bistrot d’angolo, le pareti di un rosso scuro avvolgente, poltrone spaiate, un tavolino storto, come me che ti guardo.
Fa caldo e beviamo pastis in un bicchiere lungo. Con ghiaccio, come sappiamo fare bene noi.
Accendo una sigaretta, tu mi guardi, io mi sento piccola nel palmo della tua mano, bella nel riflesso dei tuoi occhi, dolce nel tuo sorriso e mi piace. Parliamo per ore; le giornate sono 5 minuti nel nostro tempo e volano, a volte come a novembre su voli sbagliati.
Ridiamo tanto di chi non vede l’amore, per chi non sente la passione e, planando sul mondo, scrutiamo gli altri con occhi severi, perché non provano la nostra presuntuosa unicità.

Oggi.
Ci rivediamo sulla sponda del fiume: ci scrutiamo con occhi di caramello densi di noi.
Mi parli di te, sulla faccia, disegnati, i tuoi difetti: mi piace ma ora li vedo, prima no.
Inclini la testa quando chiedi di me ed io domando: “sono sola a sentire la spuma delle onde nello stomaco?” ma dentro di me, a voce bassa, perché ho paura che faccia troppo rumore ed ho paura di sentirmi sola, di nuovo.
Poi mi sfiori la mano, casualità voluta, cercata, perché ti piace ancora sedurmi.
Cristalli di luci sfocate come lucciole ci danzano intorno; ci avvolgono, come macchie sulla nostra foto più bella.
Quella che non abbiamo mai scattato.

Si sbagliò la colomba.
Si sbagliava.

Per andare al Nord andò al Sud
pensò che il grano era acqua.
Si sbagliava.

Pensò che il mare era il cielo
e la notte la mattina.
Si sbagliava.

Che le stelle eran rugiada
e il caldo una nevicata.
Si sbagliava.

Che la tua gonna era la tua blusa;
e il tuo cuore la tua casa.
Si sbagliava.

(Lei si addormentò sulla riva,
tu, sulla cima di un ramo)

Rafael Alberti, Si sbagliò la colomba

Il tempo rimane sospeso tra noi, come tutte le parole non dette, mai nate per paura della fragilità del cuore. Per paura di spogliarci dell’orgoglio e della nudità dei sentimenti.

Ci sono cose che il destino si propone ostinatamente.
Invano gli attraversano la strada la ragione e la virtù, il dovere e tutto quello che c’è di più sacro: qualcosa deve accadere, che per lui è giusto, che a noi non sembra giusto e possiamo comportarci come vogliamo, alla fine è lui che vince.

J. W. Goethe,
Le affinità elettive





Death of an heart.

6 02 2010



I’ve been looking so long at these pictures of you
That I almost believe that they’re real
I’ve been living so long with my pictures of you
That I almost believe that the pictures are
All I can feel

Remembering
You standing quiet in the rain
As I ran to your heart to be near
And we kissed as the sky fell in
Holding you close
How I always held close in your fear
Remembering
You running soft through the night
You were bigger and brighter and whiter than snow
And screamed at the make-believe
Screamed at the sky
And you finally found all your courage
To let it all go

Remembering
You fallen into my arms
Crying for the death of your heart

You were stone white
So delicate

Lost in the cold
You were always so lost in the dark
Remembering
You how you used to be
Slow drowned
You were angels
So much more than everything
Hold for the last time then slip away quietly
Open my eyes
But i never see anything

If only I’d thought of the right words
I could have held on to your heart
If only I’d thought of the right words
I wouldn’t be breaking apart
All my pictures of you

Looking so long at these pictures of you
But i never hold on to your heart
Looking so long for the words to be true
But always just breaking apart
My pictures of you

There was nothing in the world
That I ever wanted more
Than to feel you deep in my heart
There was nothing in the world
That I ever wanted more
Than to never feel the breaking apart
All my pictures of you





In bilico tra passato e futuro

30 01 2010

n.d.r. le note giuste …

Ci sono momenti in cui tutto può ancora essere scritto. Tutto può ancora succedere.
Era uno di quelli.
Pagine bianche per imprimere i miei passi.
Nessuno scarabocchio dietro le spalle, solo speranze.
Ci sono momenti in cui tutto può succedere. Tutto può essere ancora scritto.
Era uno di quelli.
Un caldo anomalo rendeva ancora più surreale la pazzia di quei giorni; lasciava tracce appiccicose sulla pelle liscia, scavando nel futuro.
Dentro di me, sepolta, l’afa. Davanti il bivio. Ad un passo la vibrazione.
Era davvero un momento in cui tutto poteva ancora succedere.
Una valanga di sensazioni pronta a travolgermi.
E la quiete del momento prima, dolce, impaziente, serena, scalpitante.

E l’innocenza.
E la speranza.
E la convinzione.
Ed il futuro scrutato con gli occhi grandi dell’innocenza.

Ci sono momenti semplicemente belli, che valgono la vita.