Aria

23 04 2010

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23 04 2010
pietroperrone

E’ troppo affascinante immaginarsi cosa corre nella testa di un gabbiano che vola in alto lassù e vede scorrere la terra ai suoi piedi come un immenso film senza parole.
E poi cosa pensa quando guarda in alto verso quello specchio azzurro che si lascia trapassare dalla luce come una lente cristallina.
E chiedersi come fa a non perdersi.
E restare abbagliati e senza fiato per l’infinito spazio che ha a disposizione per sentirsi libero.
Uno spazio in cui nulla, nè le distanze fra le cose, nè le pene dell’esistenza, possono alzare barriere.
In quello spazio si libra senza alcun condizionamento. Padrone di se stesso e del suo peso, e delle forze della natura, e del tempo e padrone di tutto e di tutto.
Nulla può riportarlo a terra se non la sua volontà.
O il destino.
Ma lui di lassù può sfuggirgli, al destino, infilandosi in qualche nicchia del cielo o nascondendosi dentro qualche nuvola cotonosa.
Perchè lui è libero!

Ecco cosa deve passare nella mente di un gabbiano alto, lassù, nel cielo, nel cielo di Roma.

25 04 2010
180gradi

è poco più di un momento, quando si staccano da terra.
uno, due, tre battiti d’ali e via …
il primo è quasi una prova; poi il secondo, il terzo, il quarto, ravvicinati, una spinta voluta, uno sforzo concentrato e naturale.
poi su, portati dal vento, con l’aria in faccia ed intorno un vuoto pieno di adrenalina.
uno sguardo fugace alla città, ora piccola, piccola per poi rivolgerlo di nuovo alle nuvole che lasciano più spazio ai sogni.
e rompere l’aria ti fa pensare che puoi tutto. una spinta verso l’infinito ed il futuro.

ecco cosa penso, quando credo di poter volare.

26 04 2010
pietroperrone

Si, puoi tutto.
Lo so, ognuno pensa, in certi momenti di poter volare, potente come un dio, nel cielo immenso. E, vedendo il mondo sotto di sè, piccolo, sempre più piccolo, si sente osì onnipotente da desiderare di sedersi sul trono d’Olimpo.

E poi, invece, un attimo dopo, senza neanche aver provato l’onta della caduta, si sente a terra, spossato, sconfitto, soggetto alle ineluttabili leggi della Natura e del Fato.

Ma poi, è solo un attimo, basta provare a battere le ali, a provare, uno, due, tre, e, quattro, eccoci di nuovo lassù in alto…

E’ la vita. Che toglie e che dà, come una gran puttana che decide come una vera padrona.
Non chiede, non interroga.
Dispone, ordina, esegue.

E così siamo felici ed infelici. Basta un attimo.
Ma nell’attimo in cui siamo in alto, cara amica mia, non possiamo non sentire la certezza della nostra onnipotenza, della nostra agilità, della nostra intelligenza, del nostro potere sulle cose, sui sentimenti, sul tempo.

Così come, l’attimo dopo, non possiamo non piangere avvolti dal buio, dalla nebbia, dalla Tenebra.

Ma il nostro cuore, la casa del nostro essere, è il nostro faro.
E’ lui che dobbiamo ringraziare, sia quando voliamo, sia quando precipitiamo.
E’ grazie a lui, al suo ritmo a volte forsennato, a volte stentoreo come rintocchi di morte, che dobbiamo la nostra vita.

Un bacio alla vita.
E un bacio anche a te (nel senso molto corretto del dire).

28 04 2010
180gradi

è il volo.
è la vita.
tu puoi scegliere la direzione ma poi, devi solo seguire le correnti.
è il vento che guida.
e salire o scendere non è una tua scelta.
ma decidere di abbandonarsi al momento, quello sì.

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